Per la prima volta si è riusciti a realizzare praticamente un esempio di telepatia, trasmettendo, via internet, un pensiero da un cervello umano a un altro che si trovava a più di cinquemila chilometri di distanza. A riuscirci è stata un’équipe internazionale di ricercatori nel corso di una collaborazione tra il Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmb) di Boston, i laboratori Starlab di Barcellona e l’azienda francese Axilum Robotics.

Messaggi-mentali-su-Internet
La telepatia è rimasta a lungo confinata alla letteratura, come sogno affascinante ma del tutto impossibile da realizzare. Negli ultimi anni però la tecnologia delle cosiddette “interfacce cervello-macchina” ha fatto notevoli progressi. Oggi siamo in grado di vedere con relativa facilità cosa accade nel cervello (anche se siamo ancora lontani dal comprenderne appieno i meccanismi) e di interagire con il suo funzionamento. Tanto che si è arrivati a concepire la creazione di protesi cerebrali in grado di potenziare la mente e correggerne i difetti. In questo campo si è addirittura creata una cultura del “fai da te”, con hobbysti che si dedicano a stimolare elettricamente i propri neuroni per conseguirne supposti benefici, al punto che di recente gli scienziati dell’Università di Oxford hanno chiesto che la vendita di apparecchi di questo tipo venga regolamentata per evitare che la gente possa farsi del male.
Forte sviluppo ha avuto anche la lettura degli impulsi cerebrali allo scopo di impartire comandi mentali per controllare computer o altri dispositivi, come avviene in alcuni dispositivi già in vendita, come MindRDR, sensore che permette di comandare i Google Glass senza mani, usando solo il pensiero. Ma la scienza si è spinta anche più oltre, con un esperimento dell’anno scorso in cui un ricercatore è riuscito, via internet, a controllare il braccio di un’altra persona e a farlo muovere.
Insomma, è evidente che i tempi sono maturi per provare a leggere e trasmettere qualcosa di più di un impulso di movimento. Come ha detto il dottor Alvaro Pascual-Leone, direttore del centro Berenson-Allen per la Stimolazione Cerebrale non Invasiva presso il Bidmc: “Volevamo scoprire se fosse possibile leggere l’attività mentale di una persona e iniettarla in una seconda persona, tutto questo a grande distanza sfruttando le linee di comunicazione esistenti. Eravamo in grado di sviluppare un esperimento che permettesse di fare a meno di parlare o di digitare su una tastiera, stabilendo una comunicazione diretta, da cervello a cervello, tra due individui lontanissimi, che stessero uno in India e l’altro in Francia? La risposta è stata: sì”.
Insieme ai colleghi Giulio Ruffini e Carles Grau dello Starlab, e Michel Berg della Auzilum Robotics, Pascual-Leone è riuscito a creare l’equivalente di un Sms telepatico, trasmettendo le parole “Hola!” e “Ciao!” attraverso un collegamento da cervello a cervello mediato da computer, per mezzo dell’elettroencefalografia e della stimolazione magnetica transcraniale (Tms). In passato si era già riusciti a usare l’elettroencefalografia per inviare comandi a un computer, ma è la prima volta che a ricevere i comandi c’è un secondo cervello umano. Il messaggio è stato codificato numericamente, inviato via e-mail, e trasmesso al cervello del ricevente, che lo ha percepito sotto forma di fosfeni (lampi luminosi) alla periferia del campo visivo. Per ottenere il messaggio il ricevente ha dovuto decifrarne il codice numerico, con una percentuale di successo dell’85%.
Si tratta di un metodo ancora molto rozzo, ma i ricercatori ritengono che sia molto importante come prova della possibilità di trasmissione diretta, e che in futuro sarà possibile inviare a distanza pensieri complessi, senza la necessità di scrivere o parlare.

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 Fonte: nova.ilsole24ore.com
 Relatore: Federico Caruso
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